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Preludio Nr.1 da Heitor Villa-Lobos

Preludio Nr.1 da Heitor Villa-Lobos

“Considero le mie opere come lettere che ho scritto ai posteri senza aspettarmi una risposta.” (H. Villa-Lobos)

 

Rio de Janeiro all’inizio del secolo scorso. La città era ancora lontana dalla metropoli tentacolare che conosciamo oggi. Anche nel 1890 aveva una popolazione di soli mezzo milione di abitanti, a differenza degli oltre sei milioni di persone che oggi vivono all’interno dei suoi confini.

Grazie alla sua storia, all’epoca era fortemente europea. Come a Vienna all’inizio del secolo, l’amore per la musica, che attraversava tutte le parti della popolazione, era impressionante.

 

In questo contesto, è interessante leggere le note di Orlando Fraga. Naturalmente, il tutto è un po ‘romantiche e esagerato, ma ci dovrebbe essere ancora un quadro relativamente realistico di questo tempo.

“Interi gruppi di giovani uomini formarono gruppi strumentali, suonarono a feste, balli, matrimoni, il carnevale e tutti i tipi di celebrazioni. Si aggiravano per le strade tutta la notte, da un bar all’altro, giocando con tutti per qualche drink.

I diversi gruppi si riunivano nelle strade tortuose e si sfidavano in una competizione musicale. Così potrebbe essere che i musicisti correvano per chilometri ogni sera e cantavano e suonavano solo per il loro piacere”.

 

In questo mondo, H. Villa-Lobos è nato nel 1887. Suo padre, bibliotecario colto ed esperto musicista amatoriale, lo ha introdotto alla musica in tenera età e gli ha insegnato a suonare il violoncello.

Il violoncello rimase il suo strumento principale per il resto della sua vita, ma in gioventù iniziò a dedicarsi autodidatticamente alla chitarra. Lo usava principalmente per vagare per le strade con altri musicisti e per improvvisare insieme coro e altra musica brasiliana.

 

Solo all’età di 20 anni vuole fondare i suoi studi musicali su solide basi e si iscrive all’Instituto Nacional de Música di Rio de Janeiro.

Poiché componeva sin dall’infanzia, tuttavia, ha avuto difficoltà a rispettare un insieme di regole, ha lasciato la scuola e ha viaggiato per anni attraverso il Brasile.

 

Villa-Lobos era affascinato dal mondo dei nativi brasiliani e le sue composizioni testimoniano la sua preoccupazione per loro e la loro musica.

 

Questa influenza è evidente anche nella sua opera più famosa per chitarra, i cinque preludi. Il primo della collezione è anche uno di quei pezzi che le persone che non sono altrimenti interessate alla chitarra conoscono. (per saperne di più sulla storia dei Preludi: Der Leiermann -Das Prelude)

 

Il preludio n. 1 si intitola: “Homenagem ao sertãnejo brasileiro”, “Omaggio al Sertãnejo brasiliano”, quindi residente nel Sertão.

Il Sertão è un grande deserto semi-secco del Brasile nord-orientale con una popolazione molto diversa dal resto del Brasile. È un melting pot di culture indigene, portoghesi, olandesi, moresche e africane con una propria tradizione musicale.

 

Nel sottotitolo il brano si chiama “Melodia lírica”, “melodia lirica”, titolo che si spiega al primo ascolto. La parte principale del lavoro consiste in una melodia dal suono tipicamente brasiliano, suonata da semplici accordi.

 

H. Villa-Lobos può aver avuto l’idea per questo dalla ricca tradizione musicale degli abitanti di questa regione, ma l’ha arricchita con la sua conoscenza della musica d’arte europea.

Soprattutto, deve essersi sentito ispirato al suo amato violoncello, perché, a differenza della musica tradizionale, pone la melodia al basso e l’accompagnamento nella voce alta.

 

 

Diamo un’occhiata piu’ da vicino al pezzo. Perché penso che non solo si dovrebbe godere la musica, ma anche imparare il suo linguaggio, ho scritto qui: Sulla musica.

 

Il preludio è composto da tre parti, la terza è la ripetizione quasi letterale della prima. (A B A´)

La parte A inizia con una melodia consumata in minore. Larga e pesante arriva, in tre tentativi oscilla sempre più in alto fino a quando alla fine si rompe e conduce alla parte B.

Si sente la prima oscillazione a 0:12 – 0:38, poi da 0:39 – 1:05 l’argomento continua e porta al suo culmine la terza volta.

 

Tipico di Villa-Lobos è il tipo di accompagnamento ricorrente in cui egli sposta semplicemente alcuni pattern di presa sulla chitarra. Questo si può vedere e sentire bene a 0:54 – 1:02 e 1:13 – 1:20.

 

Dall’1:21 una transizione con la propria melodia conduce alla parte B, che inizia all’1:42.

Ora scintilla in un allegro maggiore. Villa-Lobos scrive una semplice scomposizione dell’accordo e, a differenza di prima, una semplice melodia nella parte superiore. Due volte porta al climax e´´´´´, la prima volta in maggiore, la seconda volta nuvole e suoni in minore.

 

L’intera parte si ripete e a 2:54 riprende la melodia familiare dell’inizio. La terza parte fa a meno della transizione e ci conduce direttamente alla fine del lavoro.

 

Spero di potervi dare un’idea del lavoro. Nei prossimi giorni condividerò alcune altre interpretazioni del lavoro prima di continuare la prossima settimana con i Preludi n. 2 e n. 3.

 

 

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